Se pensavate che la scena di South London avesse esaurito le cartucce dopo l’ondata post-punk guidata da band come gli Squid o gli Shame, dovete ricredervi. Dai vicoli di Brixton, storico terreno fertile per le rivoluzione musicali, è emersa una creatura decisamente più caotica e rumorosa. Oggi parleremo di una band fuori da ogni schema e fottut*mente divertente: i Fat Dog.

Nati nel 2020 intorno alla mente geniale del frontman Joe Love, la band ha fatto qualcosa di incredibile nell’era della musica preconfezionata. Sono riusciti infatti a diventare un fenomeno di culto prima ancora di pubblicare un solo secondo di musica registrata. Senza un singolo su Spotify e senza un video su Youtube.
Come sono riusciti in questa impresa? Hanno trasformato ogni singolo concerto al leggendario The Windmill in una via di mezzo tra un rituale pagano e un rave techno clandestino anni ’90.

Oggi, sotto l’ala protettrice della prestigiosa etichetta indipendente Domino Records (la stessa delle Wet Leg), i Fat Dog non sono più solo un segreto londinese per pochi. Sono diventati infatti una delle realtà più incendiarie e discusse del panorama internazionale.
Una discografia nata per abbattere i generi
La formula magica dei Fat Dog è racchiusa nella loro discografia, una bizzarra sintesi musicale nata per “quando hai voglia di urlare nel cuscino“, per usare le parole di Joe Love. La loro proposta è un frullatore impazzito. L’ipnosi della techno dei club di Detroit si unisce a soundtracks di vecchi videogames sparatutto e alle melodie della musica Klezmer.

Il loro debutto sulla lunga distanza è avvenuto nel settembre 2024, con la pubblicazione dell’album di esordio WOOF. . Il lavoro è un assalto frontale di poco più di mezz’ora che non lascia rifiatare l’ascoltatore. Tracce come King of the Slugs e la martellante Running, dimostrano che la band sa incanalare l’anarchia dei loro live nei solchi rigidi di un disco.
WOOF. è stato accolto dalla critica con e entusiasmo unanime e ha consacrato i Fat Dog come i nuovi paladini del dance-punk europeo. Ma la vera bomba, che rende questo momento perfetto per parlare di loro è l’attualità. La band ha infatti appena annunciato il secondo ed attesissimo capitolo in studio: Cancel Me (I’m Tired). L’uscita del nuovo album è fissata per il prossimo 2 ottobre.

Il singolo omonimo, fresco di pubblicazione, conferma che i Fat Dog non hanno alcuna intenzione di fermarsi o di ripulirsi il suono. Al contrario, il sound si fa ancora più saturo, scuro, distorto e provocatorio. Il brano è guidato da sintetizzatori taglienti e da un nichilismo ironico che è ormai diventato il loro marchio di fabbrica.

Più che un concerto, un’esperienza mistica
Se la discografia mette faticosamente ordine nel caos, è sul palco che i Fat Dog rivelano la loro vera natura. Con una formazione che dal vivo arriva a contare un collettivo di sette elementi, i loro show sono eventi fisici, sudati e intensi, dove le barriere band/ascoltatore vengono abbattute. Durante le esibizioni, il tastierista della band Chris Huges, si aggira sul palco con una maschera da cane.

I Fat Dog sono qui per scuotere un mercato musicale che si prende troppo sul serio e che spesso ha paura di osare. Ci ricordano che il rock può e deve essere ancora pericoloso, imprevedibile, viscerale e soprattutto catartico. Segnatevi tutti la data del 2 ottobre sul calendario: l’uragano Fat Dog sta per colpire.
Per fonti e approfondimenti:
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